Sergio Tonutti fondatore della CAPAI 
 


   Sergio Tonutti, nato a Povoletto il 21 gennaio 1925, figlio di Sabina e Lino Tonutti, famiglia imprenditrice già affermata nel settore dei carri industriali. Coniugato con Ivette Cecutti  , ha avuto due figli Maurizio e Manuela, entrambi laureati.
  Nel 1969 fondava a Feletto Umberto in comune di Tavagnacco (UD) la CAPAI di Sergio Tonutti, azienda specializzata, come dice l'acronimo, "Carrozzerie Attrezzature Per Autoveicoli Industriali".

Negli anni ha sviluppato l'azienda passando dal livello artigianale  a piccola industria, occupandosi di applicazioni di attrezzature industriali e accessori sugli autocarri, rimorchi,semirimorchi, partendo dalla carrozzeria dei cassoni su telai originali di tutte le marche commerciali sino a farsi riconoscere a livello italiano e internazionale come officina autorizzata e rappresentante esclusivista di zona di diverse importanti ditte di mezzi di sollevamento automatico. Sono state riconosciute in lui indubbie capacità tecniche e imprenditoriali, sempre pronto ad affrontare nuove esigenze e problematiche, non timoroso dei possibili  ostacoli anche burocratici. Tenace e preciso nel suo lavoro sono state le peculiarità fondamentali che lo hanno reso noto nel settore delle carrozzerie per autocarri, per i suoi prodotti affidabili, sicuri e garantiti, realizzati a regola d'arte senza compromessi, queste caratteristiche sono state per la sua azienda la migliore pubblicità.


Al raggiungimento dell'età della pensione ha lasciato l'azienda, già ben avviata, a poco a poco, al figlio Maurizio, ingegnere, che l'ha ulteriormente ampliata e sviluppata, trasferita poi nel 1999, nella Zona Industriale Udinese e trasformata in Società a responsabilità limitata.

       Ci ha lasciati, amorevolmente e con la consueta simpatia che lo hanno sempre contraddistinto durante tutta la sua vita, il 21 luglio 2007.
 

l'intervento del figlio Maurizio in occasione dei funerali nella chiesa di Cussignacco
 del 23 luglio 2007


Caro Papà

 

Sappiamo che i discorsi non ti piacevano molto e alle parole preferivi i silenzi.

Tua madre, la nonna Sabina, mi raccontava che quando eri ragazzino e ti lasciava da solo nella Locanda di Marsure di Povoletto che lei gestiva, gli avventori isolati, insoddisfatti di non poter scambiare i loro discorsi con te, si rivolgevano preoccupati chiedendoLe i motivi dei tuoi silenzi…

Eppure io voglio dedicarti queste poche parole per ricordare come eri e i momenti che abbiamo vissuto insieme.

Grazie a Dio, siamo stati molto fortunati, mia sorella ed io, perché abbiamo avuto la possibilità di crescere con te fino alla nostra maturità.

Dalla tua bocca raramente uscivano lodi e rimproveri, ma con la tua esperienza e saggezza ci hai trasmesso due grandi cose: l’onestà e la sincerità.

Eri nato a Povoletto e fin da ragazzino avevi cominciato a lavorare nella officina del nonno Mestri Vigi, detto “strope busis” , a fianco dei tuoi zii e di tuo padre Lino con tutti i tuoi numerosi cugini.

La guerra scoppiò quando eri ancora adolescente con tutte le ansie e le preoccupazioni e poi, come molti giovani della tua età, e da uomo di pace quale sei sempre stato, volevi sempre ricordare di non aver mai portato armi né partecipato ad azioni di battaglia.

Alla fine del conflitto riprendesti gli studi, ma poiché l’azienda di famiglia aveva bisogno di te, fosti costretto a frequentare la scuola serale e, come mi diceva proprio ieri pomeriggio un tuo compagno di studi di quei tempi, Nilo Cabai,  potesti sviluppare la tua innata capacità di progettazione nel campo meccanico, ma anche nei mobili che, fin quando hai potuto, ti divertivi a costruire appassionatamente anche per la tua casa.

In quegli anni a Povoletto, veniva spesso in visita ai suoi parenti una giovane ragazza, nata in Francia, ma residente a Sagrado d’Isonzo, che poi diventò tua moglie e con lei iniziò la vostra lunga vita in comune, mai interrotta, neppure nei lunghi anni della tua  malattia. Con lei andasti ad abitare a Udine, dove io nacqui.

Furono quelli i tuoi migliori anni giovanili trascorsi nella officina di viale Vat, sotto casa, assieme a  nonno Lino e zio Celso, quando le esperienze fabbrili della famiglia Tonutti, si svilupparono attraverso i carri agricoli fino ai primi cassoni sui camion e rimorchi, antesignani del boom economico degli anni ‘60.

In quel periodo alternavi la tua intensa attività lavorativa alla grande passione per il calcio che impegnava le tue domeniche, fedele abbonato allo Stadio Moretti per vedere le partite della Udinese di Selmonsson.

Nel frattempo nacque anche mia sorella Manuela e tu continuavi a lavorare sodo senza mai trascurare la tua famiglia.

Che bei ricordi delle brevi, ma intense gite fatte a Venezia con la Fiat 1100 (non ti piaceva molto guidare e dovevamo fermarci almeno una volta all’ora..) e alle grotte di Postumia con la Lancia Appia, quando fummo costretti a rientrare in Italia trainati da un’altra vettura causa la rottura della coppa dell’olio.

Poi incominciò il tempo del tuo impegno decennale da dirigente nel calcio dilettantistico con la presidenza della Savorgnanese accanto ai tuoi amici Bruno e  il Biont (che produceva i tuoi vini preferiti, il Verduzzo e Picolit). Quanti ricordi della mia adolescenza e gioventù tutte le domeniche assieme a te, fra le colline e i vigneti del Torre.

Nel frattempo ci eravamo trasferiti a Feletto in una nuova casa, un nuovo capannone e una nuova azienda (la Capai) che tu avevi creato da moderno imprenditore, ma i prodotti erano sempre quelli derivati dal lavoro di Mestri Vigi, frutto dal tuo ingegno che tanti clienti apprezzavano per la loro funzionalità ed efficienza.

I tuoi grandi sacrifici non solo economici per avviare la nuova azienda vennero fortunatamente compensati da una grande serenità familiare che ti portò, dopo il terremoto a cercare una valvola di sfogo, lontano dalla “casa-bottega”,  per poter distaccarti dal lavoro non solo la domenica, ma finalmente prenderti anche qualche giorno di ferie (tu che non le avevi mai fatte, così impegnato sul lavoro), e stare più vicino alla mamma, a Sella Nevea, dove incontrasti altri nuovi amici, protagonisti di indimenticabili giornate trascorse assieme sulle Alpi Giulie.


(in una immagine del 23 giugno 2003, Sergio Tonutti con la moglie Ivette Cecutti)

Ma non potevi dimenticare l’azienda che avevi creato e alla quale eri tanto affezionato neppure quando venne il momento di passare la mano e fosti sempre presente nelle mie decisioni con il trasferimento nella nuova sede.

Purtroppo proprio in quegli anni la malattia ti colpì inesorabilmente e cominciò a debilitare il tuo corpo e soprattutto la tua mente, ma non ti impedì di stare al mio fianco, seppure per momenti sempre più  brevi ma fortunatamente intensi, come quando ogni mattina mi aspettavi fuori la tua nuova casa di Cussignacco perché io ti potessi portare in azienda e poi mamma ti riprendeva per riportarti a casa, dove ti potevi riposare.

Durante il lungo periodo della tua malattia la mamma ti è sempre stata vicina assistendoti amorevolmente, ma negli ultimi  anni non abbiamo potuto più accompagnarti fuori casa ed è iniziato il tuo calvario di sofferenze fisiche fino a sabato scorso.

Caro Papà,

sappiamo che alle parole avresti preferito il silenzio, ma penso sia giusto ricordarti anche in questo modo pubblico perché  non potremo dimenticarti mai, ringraziando Dio per averti avuto a nostro fianco.

Riposa in pace.

 

Udine, 23 luglio 2007

 

ma vogliamo ricordarlo per sempre, così


il fondatore della Capai in occasione dell'inaugurazione della nuova sede operativa nella zona industriale udinese

 


la famiglia di Sergio Tonutti, la figlia Manuela, la moglie Ivette, il figlio Maurizio, in occasione dell'inaugurazione del nuovo stabilimento nella zona industriale udinese

 


Sergio Tonutti e il figlio Maurizio pronti a tagliare la torta gigante in occasione dell'inaugurazione della nuova Capai srl.

 


altra bella immagine di Sergio Tonutti durante il taglio della torta  ... pare anche lo scambio del testimone dell'azienda
 al figlio Maurizio

 


la ruota gira e la tradizione continua...