Intervista al presidente della Capai e consigliere della
Zona Industriale Udinese
(apparsa sul Messaggero Veneto di domenica 9 novembre 2003 - Abbondio Bevilacqua)

L'ingegnere Maurizio Tonutti è presidente della Capai S.r.l., un'azienda ubicata nella zona industriale udinese che costruisce carrozzerie e allestimenti per veicoli industriali e commerciali: cassoni fissi e ribaltabili, centinature, furgoni, sponde montacarichi e altre svariate tipologie di manufatti e di rifiniture particolari. Vi lavorano una ventina di dipendenti con un fatturato annuo di circa 2 milioni di euro.
La Capai è stata una delle prime carrozzerie industriali in Italia a validare il proprio sistema qualità (Iso 9001) e recentemente ha certificato la progettazione e la produzione di sovrastrutture secondo gli standard europei previsti da Vision 2000. Nella veste di presidente del Consorzio delle aziende insediate in Ziu è in grado di esprimere con cognizione di causa valutazioni sullo stato di salute dell'economia friulana.

Ingegner Tonutti, la Capai rappresenta il classico esempio di impresa che si identifica con il suo territorio di origine. Come riesce a coniugare il localismo e le piccole dimensioni aziendali con la presenza in un mercato e in un sistema di relazioni sempre più globalizzati?
<< La specializzazione delle lavorazioni, che richiedono "abiti su misura" per ogni veicolo, l'elevata flessibilità delle maestranze, il livello qualitativo delle realizzazioni e l'accurata assistenza post vendita ci consentono di mantenere le quote di mercato acquisite e di puntare a crescita lenta ma costante. La globalizzazione ci impone di affilare le armi per essere in grado di confrontarci con concorrenti al momento nazionali, ma in futuro (vedi prossimo ingresso della Slovenia nell'Ue) anche internazionali >>.

La Capai opera con una clientela che è espressione di svariati comparti produttivi. Vanta perciò un osservatorio ideale per esprimere un giudizio sull'attuale stato di salute dell'economia friulana. Che temperatura segna il termometro?
<< Stiamo attraversando un periodo di marcata stagnazione: i trasportatori sono in crisi e le imprese del Manzanese, tradizionali utilizzatrici di veicoli "telonati" di nostra produzione, sono praticamente ferme. Il termometro registra uno stato febbrile, tuttavia il mercato è in evoluzione e l'edilizia, comparto che muove un notevole indotto, continua a manifestare segnali di positiva vivacità >>.

I Tonutti (di tempo in tempo battiferro, carrozzieri, allestitori di veicoli) possono considerarsi i pionieri della riconversione aziendale. Tale predisposizione alla duttilità produttiva è presente ancor oggi?
<< Guai se così non fosse. Facciamo della duttilità il nostro cavallo di battaglia: i nostri tecnici ci sono costantemente dediti allo studio di nuovi prodotti e servizi. Svolgiamo inoltre attività complementari alla produzione: collaudi e controlli sulle piattaforme aeree (in attuazione di specifica normativa sulla sicurezza) e corsi di formazione per operatori adibiti alla movimentazione di macchine >>.

Lei è imprenditore di quarta generazione. Larga parte delle aziende friulane sono nate dopo l'ultima guerra mondiale. Il passaggio generazionale, vissuto in moltissime realtà, può rallentare il processo di crescita delle imprese ?
<< Talvolta ci può essere una decelerazione nella crescita provocata da conflitti generazionali e dell'eccessivo accentramento di ruoli e compiti: troppi imprenditori giungono impreparati alla fase delicatissima del trasferimento del timone. Molto spesso l'aspetto rilevante non riguarda la diffusione delle conoscenze, ma è di natura psicologico-sociale, intrinseco ai rapporti padre imprenditore-famiglia-bottega. Sono solito dire, con una battuta, che la bottega non dev'essere mai adiacente all'abitazione >>.

Oltre che imprenditore, lei è collaudatore di veicoli adibiti al trasporto di merci deperibili, e tiene corsi di formazione per trasportatori di merci pericolose e sulla sicurezza in genere. Come giudica la "legge Bertossi" che subordina l'erogazione di contributi alla tutela della salute dei lavoratori sui posti di lavoro ?
<< La garanzia della sicurezza sui posti di lavoro è un dovere sociale dell'imprenditore. L'eventuale correlazione tra sicurezza ed erogazione di contributi regionali è un utile incentivo a investire in tale settore, i cui costi, è bene ricordare, non sono trascurabili >>.

E' anche consigliere di diritto della Ziu, in rappresentanza del Comitato delle imprese insediate (un centinaio circa). Il recente rinnovo del Consiglio dopo le dimissioni del presidente Fusco provocherà un rallentamento dei progetti avviati dai precedenti amministratori in tema di infrastrutture, servizi e procedure burocratiche più snelle per i nuovi insediamenti ?
<< Penso di no, perché altrimenti avremmo sprecato un anno e mezzo di lavoro. Sono convinto che il Consiglio appena insediato, oltre a facilitare nuovi insediamenti, porterà a compimento il Piano territoriale infraregionale del Consorzio Ziu, approvato alcuni anni fa >>.

La Ziu è controllata dalla Camera di commercio, dal Comune e dalla Provincia di Udine. Si può ipotizzare, per il futuro, una sua almeno parziale privatizzazione ? La struttura trarrebbe giovamento ?
<< La Ziu è un Ente pubblico economico in cui partecipano, seppure con quote minoritarie, anche imprese insediate e Associazioni di categoria. La Regione fornisce un appoggio esterno volto a favorire lo sviluppo industriale del Friuli Venezia Giulia. E' un processo che ha proprio i Consorzi tra i principali artefici. Ritengo che la partecipazione degli imprenditori alla gestione dell'attività consortile rappresenti una straordinaria opportunità di crescita per l'intera economia >>.

Quante aziende si insediano mediamente in un anno alla Ziu ? Quante di queste sono di prima nascita ?
<< Mediamente cinque l'anno. Finora nessuna di queste sono di prima nascita >>.

Sussistono tuttora problemi di reclutamento di manodopera ?
<< Il mercato soffre una cronica carenza di lavoratori "manuali", anche non specializzati, che ostacola lo sviluppo produttivo. Non solo: quand'anche si trovino, i datori di lavoro, per soddisfare le proprie esigenze produttive, con costi a proprio carico, figure professionali che nessuna scuola può formare: mi riferisco in particolare, per fare un esempio riferito alla mia azienda, a tecnici elettronici con conoscenze di oleodinamica applicata ai nostri prodotti >>.

Come viene avvertita, tra gli imprenditori, la presenza sul territorio dell'università friulana ? Ci sono sufficienti canali di interscambio, soprattutto sul terreno della ricerca ?
<< Purtroppo in questo ambito c'è ancora molto da fare. Da un lato gli imprenditori dovrebbero sfruttare al meglio le opportunità che l'università offre, dall'altro le istituzioni scolastiche devono portare gli studenti all'interno delle aziende (soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni), affinché ne comprendano e ne valutino i reali bisogni e problemi >>.

Ritiene che la legge regionale sull'innovazione possa contribuire alla crescita del tessuto imprenditoriale friulano ?
<< Rappresenta sicuramente una notevole opportunità di crescita del tessuto imprenditoriale friulano, non solo delle imprese ad elevato contenuto tecnologico, ma anche delle piccole e medie che, attraverso i fondi messi a disposizione dalla Regione, potranno sviluppare innovazione attraverso la sperimentazione di nuovi prodotti e di tecnologie più avanzate. Anche in questo contesto sarà determinante la collaborazione sinergica tra università e aziende, tanto più se sarà realizzato il previsto insediamento dell'università friulana nella Ziu, con la creazione del Parco tecnologico. Sarebbe questo un fattore determinante di crescita qualitativa e di maggiore competitività per il sistema delle imprese >>.