L'ingegnere Maurizio Tonutti è presidente della Capai S.r.l., un'azienda
ubicata nella zona industriale udinese che costruisce carrozzerie e
allestimenti per veicoli industriali e commerciali: cassoni fissi e
ribaltabili, centinature, furgoni, sponde montacarichi e altre svariate
tipologie di manufatti e di rifiniture particolari. Vi lavorano una
ventina di dipendenti con un fatturato annuo di circa 2 milioni di euro.
La Capai è stata una delle prime carrozzerie industriali in Italia a
validare il proprio sistema qualità (Iso 9001) e recentemente ha
certificato la progettazione e la produzione di sovrastrutture secondo gli
standard europei previsti da Vision 2000. Nella veste di presidente del
Consorzio delle aziende insediate in Ziu è in grado di esprimere con
cognizione di causa valutazioni sullo stato di salute dell'economia
friulana.

Ingegner Tonutti, la
Capai rappresenta il classico esempio di impresa che si identifica con il
suo territorio di origine. Come riesce a coniugare il localismo e le
piccole dimensioni aziendali con la presenza in un mercato e in un sistema
di relazioni sempre più globalizzati?
<< La
specializzazione delle lavorazioni, che richiedono "abiti su misura" per
ogni veicolo, l'elevata flessibilità delle maestranze, il livello
qualitativo delle realizzazioni e l'accurata assistenza post vendita ci
consentono di mantenere le quote di mercato acquisite e di puntare a
crescita lenta ma costante. La globalizzazione ci impone di affilare le
armi per essere in grado di confrontarci con concorrenti al momento
nazionali, ma in futuro (vedi prossimo ingresso della Slovenia nell'Ue)
anche internazionali >>.
La Capai opera con una
clientela che è espressione di svariati comparti produttivi. Vanta perciò
un osservatorio ideale per esprimere un giudizio sull'attuale stato di
salute dell'economia friulana. Che temperatura segna il termometro?
<< Stiamo
attraversando un periodo di marcata stagnazione: i trasportatori sono in
crisi e le imprese del Manzanese, tradizionali utilizzatrici di veicoli "telonati"
di nostra produzione, sono praticamente ferme. Il termometro registra uno
stato febbrile, tuttavia il mercato è in evoluzione e l'edilizia, comparto
che muove un notevole indotto, continua a manifestare segnali di positiva
vivacità >>.
I Tonutti (di tempo in
tempo battiferro, carrozzieri, allestitori di veicoli) possono
considerarsi i pionieri della riconversione aziendale. Tale
predisposizione alla duttilità produttiva è presente ancor oggi?
<< Guai se così non
fosse. Facciamo della duttilità il nostro cavallo di battaglia: i nostri
tecnici ci sono costantemente dediti allo studio di nuovi prodotti e
servizi. Svolgiamo inoltre attività complementari alla produzione:
collaudi e controlli sulle piattaforme aeree (in attuazione di specifica
normativa sulla sicurezza) e corsi di formazione per operatori adibiti
alla movimentazione di macchine >>.
Lei è imprenditore di
quarta generazione. Larga parte delle aziende friulane sono nate dopo
l'ultima guerra mondiale. Il passaggio generazionale, vissuto in
moltissime realtà, può rallentare il processo di crescita delle imprese ?
<< Talvolta ci può
essere una decelerazione nella crescita provocata da conflitti
generazionali e dell'eccessivo accentramento di ruoli e compiti: troppi
imprenditori giungono impreparati alla fase delicatissima del
trasferimento del timone. Molto spesso l'aspetto rilevante non riguarda la
diffusione delle conoscenze, ma è di natura psicologico-sociale,
intrinseco ai rapporti padre imprenditore-famiglia-bottega. Sono solito
dire, con una battuta, che la bottega non dev'essere mai adiacente
all'abitazione >>.
Oltre che imprenditore,
lei è collaudatore di veicoli adibiti al trasporto di merci deperibili, e
tiene corsi di formazione per trasportatori di merci pericolose e sulla
sicurezza in genere. Come giudica la "legge Bertossi" che subordina
l'erogazione di contributi alla tutela della salute dei lavoratori sui
posti di lavoro ?
<< La garanzia della
sicurezza sui posti di lavoro è un dovere sociale dell'imprenditore.
L'eventuale correlazione tra sicurezza ed erogazione di contributi
regionali è un utile incentivo a investire in tale settore, i cui costi, è
bene ricordare, non sono trascurabili >>.
E' anche consigliere di
diritto della Ziu, in rappresentanza del Comitato delle imprese insediate
(un centinaio circa). Il recente rinnovo del Consiglio dopo le dimissioni
del presidente Fusco provocherà un rallentamento dei progetti avviati dai
precedenti amministratori in tema di infrastrutture, servizi e procedure
burocratiche più snelle per i nuovi insediamenti ?
<< Penso di no,
perché altrimenti avremmo sprecato un anno e mezzo di lavoro. Sono
convinto che il Consiglio appena insediato, oltre a facilitare nuovi
insediamenti, porterà a compimento il Piano territoriale infraregionale
del Consorzio Ziu, approvato alcuni anni fa >>.
La Ziu è controllata
dalla Camera di commercio, dal Comune e dalla Provincia di Udine. Si può
ipotizzare, per il futuro, una sua almeno parziale privatizzazione ? La
struttura trarrebbe giovamento ?
<< La Ziu è un Ente
pubblico economico in cui partecipano, seppure con quote minoritarie,
anche imprese insediate e Associazioni di categoria. La Regione fornisce
un appoggio esterno volto a favorire lo sviluppo industriale del Friuli
Venezia Giulia. E' un processo che ha proprio i Consorzi tra i principali
artefici. Ritengo che la partecipazione degli imprenditori alla gestione
dell'attività consortile rappresenti una straordinaria opportunità di
crescita per l'intera economia >>.
Quante aziende si
insediano mediamente in un anno alla Ziu ? Quante di queste sono di prima
nascita ?
<< Mediamente cinque
l'anno. Finora nessuna di queste sono di prima nascita >>.
Sussistono tuttora
problemi di reclutamento di manodopera ?
<< Il mercato soffre
una cronica carenza di lavoratori "manuali", anche non specializzati, che
ostacola lo sviluppo produttivo. Non solo: quand'anche si trovino, i
datori di lavoro, per soddisfare le proprie esigenze produttive, con costi
a proprio carico, figure professionali che nessuna scuola può formare: mi
riferisco in particolare, per fare un esempio riferito alla mia azienda, a
tecnici elettronici con conoscenze di oleodinamica applicata ai nostri
prodotti >>.
Come viene avvertita,
tra gli imprenditori, la presenza sul territorio dell'università friulana
? Ci sono sufficienti canali di interscambio, soprattutto sul terreno
della ricerca ?
<< Purtroppo in
questo ambito c'è ancora molto da fare. Da un lato gli imprenditori
dovrebbero sfruttare al meglio le opportunità che l'università offre,
dall'altro le istituzioni scolastiche devono portare gli studenti
all'interno delle aziende (soprattutto quelle di piccole e medie
dimensioni), affinché ne comprendano e ne valutino i reali bisogni e
problemi >>.
Ritiene che la legge
regionale sull'innovazione possa contribuire alla crescita del tessuto
imprenditoriale friulano ?
<< Rappresenta
sicuramente una notevole opportunità di crescita del tessuto
imprenditoriale friulano, non solo delle imprese ad elevato contenuto
tecnologico, ma anche delle piccole e medie che, attraverso i fondi messi
a disposizione dalla Regione, potranno sviluppare innovazione attraverso
la sperimentazione di nuovi prodotti e di tecnologie più avanzate. Anche
in questo contesto sarà determinante la collaborazione sinergica tra
università e aziende, tanto più se sarà realizzato il previsto
insediamento dell'università friulana nella Ziu, con la creazione del
Parco tecnologico. Sarebbe questo un fattore determinante di crescita
qualitativa e di maggiore competitività per il sistema delle imprese >>. |